La meglio Teramo: Vincenzo Di Nicola

La meglio Teramo: Vincenzo Di Nicola

Schermata 2013-12-21 a 02.48.42Vincenzo Di Nicola ha 34 anni, da più di dieci vive negli USA e viene da Sant’ Atto, in provincia di Teramo. Sant’ Atto é un paesello uguale a molti altri nel teramano, di quelli in cui, se ti ci trovi e non ci abiti, principalmente é perché ti sei perso, hai sbagliato uscita della Teramo-mare o sei un neopatentato che deve fare pratica alla guida (chi scrive vive a tre chilometri di distanza dal luogo in questione, NdR). Dopo il diploma al liceo scientifico “A. Einstein” ed una laurea in ingegneria informatica all’Università di Bologna, Vincenzo Di Nicola prosegue il suo brillante percorso di studi informatici alla Stanford University, nel cuore della Silicon Valley californiana. Un ateneo che, per intenderci, si presenta al mondo così: “Sin dalla sua inaugurazione, nel 1891, Stanford é stata dedicata alla ricerca di soluzioni a grandi sfide e a preparare gli studenti alla leadership in un mondo complesso”.

L’ha raccolta, Vincenzo, la sua grande sfida e al di là di titoli, riconoscimenti accademici ed un grande talento, si é fronteggiato senza timore con il mostruoso mercato americano delle applicazioni. Ha avuto coraggio ed insieme al suo amico e collega Leo Rocco, nel 2011 ha creato GoPago: un sistema che permette di prenotare e pagare on line un bene o un servizio, per poterne poi usufruire in negozio senza tempi di attesa o code inaspettate. Di Nicola ed il suo team hanno saputo intercettare un bisogno e l’hanno declinato in un servizio vincente, così GoPago, grazie all’appoggio finanziario del gruppo bancario JP Morgan, ha preso il volo. Lo ha fatto al punto da attirare l’attenzione di Amazon, il gigante dell’e-commerce che, qualche giorno fa, l’ha acquistata. Una bellissima notizia a conclusione di una bellissima storia di merito.

A questa notizia, poi, ne é seguita un’altra: quella che forse ha colpito tanti abruzzesi più della precedente. Quella in cui Vincenzo Di Nicola esprime il desiderio di tornare in Italia, dove é nato e dove pensa di poter continuare a svolgere il suo lavoro. Non bisogna sguinzagliare l’Istat per immaginare che il 97% per certo degli abruzzesi, nel leggerla, abbia commentato la notizia affermando (ad alta voce): «Minge’ nn’ fa’ lu matt: statt’ ssà!» (Vincenzo, non comportarti in maniera folle: rimani dove sei! NdR) e che il restante 3% abbia affermato «Bravo!».

Ecco, noi apparteniamo a quel 3% di visionari che ci credono ancora che in Abruzzo, in Italia, ci siano ancora un sacco di cose belle da fare; lo stesso 3% ancora in grado di arrabbiarsi per un’ingiustizia e di lavorare senza aver timore di sporcarsi le mani; il 3%, per intenderci, che la pensa come Renzo Piano quando afferma che “I giovani devono partire, devono andar via ma per curiosità, non per disperazione e poi devono tornare”.

Torna Vincenzo, questa casa aspetta te.

Laura Romani

Fonti: La Repubblica; Il Corriere della Sera; www.stanford.eu

L’utilizzo della foto che correda l’articolo é stato autorizzato da Vincenzo Di Nicola a mezzo e-mail.

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