Il Braga ha le ore contate. Di Nuovo.

Il Braga ha le ore contate. Di Nuovo.

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I cittadini teramani che seguono le vicende del Braga esprimono la propria preoccupazione per le condizioni in cui versa l’Istituto musicale pareggiato Braga di Teramo, condizioni che destano numerosi dubbi sulle responsabilità pregresse ed attuali che ne minano la sopravvivenza. Gli attuali Organi direttivi non paiono sufficientemente determinati a fare luce sui disastri che la politica ha compiuto nel corso dei decenni, l’accertamento dei quali si pone come precondizione per una razionalizzazione della gestione dell’Istituto. Le dirette conseguenze sono l’impoverimento della Città di Teramo e della Cultura che in essa si produce e si fruisce. L’Istituto è finanziato da Regione, Provincia, Comune e dalle iscrizioni ai corsi accademici, per un costo annuo che sui aggira a circa 1,5 milioni di euro. Siamo ormai ad una grottesca farsa messa in scena dal Braga con regolare ciclicità: di questo Istituto se ne sente parlare solo e soltanto quando finiscono i soldi in cassa.  L’ultima richiesta di elemosina (per mantenere lo stipendio di 26 persone, tra docenti e personale ausiliario), è avvenuta circa 6 mesi fa, dopo che insegnanti e studenti, fondando per l’occasione il movimento SOS BRAGA, hanno sfilato alle convention ed alle riunioni pubbliche del centro destra Teramano. Un Istituto Pubblico, sostenuto da fondi pubblici,  al servizio di una parte politica! Vergognoso.

D’altronde non è un mistero che l’attuale Presidente del CdA del Braga, Luciano D’Amico, nonché Rettore dell’Università di Teramo, sia un uomo di Gianni Chiodi. Non è un mistero che D’Amico non sapesse e non sa minimamente dove mettere le mani per trovare una soluzione definitiva al Braga. Non è un mistero che il Braga è una realtà completamente avulsa dal tessuto sociale-culturale teramano, esattamente come lo è l’Università di Teramo. Non è un mistero che la statizzazione dell’Istituto, cioè il passaggio a Conservatorio Statale, che viene sbandierata in città da oltre 35 anni, sia ormai una chiara ed evidente presa per i fondelli. Non è un mistero che i soldi stanno nuovamente per finire e a gennaio risentiremo parlare sicuramente dell’Istituto Musicale che tornerà a battere cassa.

Ma non è tutto: giova ricordare ai nostri lettori che il Braga è attualmente commissariato. Ma anche qui c’è qualcosa di strano. Solitamente si commissariano i CdA; in questo caso è stata commissariata la Direzione Didattica. Ecco come si sono svolti i fatti: l’ex pluridecennale direttore Antonio Castagna, alla fine del suo 4° mandato (è rimasto direttore per 14 anni), non avendo ricevuto nessuna garanzia dalla politica (che lo ha mollato), non ha svolto il suo dovere, non ha attivato, cioè, la procedura per la rielezione del nuovo direttore. Come dire: se non lo faccio io il direttore (per la quinta volta!), non lo farà nessuno. E così è stato. Dopo avere devastato l’Istituto lasciandolo con oltre 600.000 euro di debiti, ha lasciato quest’ultimo regalo alla città, non dando un futuro certo alla scuola. A questo punto, il Ministero dell’Università è stato costretto a commissariare la direzione didattica e indovinate chi è attualmente il commissario del Braga? Bruno Carioti, ex Direttore del Conservatorio dell’Aquila. Perché Carioti?

Per due semplici motivi. Il primo: a Carioti stava scadendo il suo mandato da Direttore del Conservatorio aquilano e, mancandogli solo 2 anni per la pensione, ha deciso di completarli a Teramo..

Il secondo: Chiodi deve pagare un prezzo politico molto alto agli aquilani per il suo mandato da Governatore. Questo emerge dalle scelte fatte dal compianto ex teramano (tale è da considerarsi un uomo che si comporta così con la sua città): dal dirigente della Asl di Teramo (Varrassi, aquilano), al Commissario del Braga (Carioti, aquilano). Chiodi sta vendendo la sua città agli aquilani per continuare la sua personale carriera politica, ovviamente sulla pelle della città e dei cittadini.

Il Braga pare avere, quindi, le ore contate. Il fetore di un cadavere che si aggira in città comincia  a farsi sentire. Ormai il suo livello di credibilità è al minimo storico. Non siamo a conoscenza di particolari meriti di carattere didattico-artistico sui quali si potrebbe aprire una discussione. il Braga continua ad esistere solo per se stesso.

E i teramani non sono più disposti ad assistere alla solita farsa.

 

One Response to "Il Braga ha le ore contate. Di Nuovo."

  1. Disilluso   21 dicembre 2013 at 20:37

    …e i docenti migliori, quelli che hanno un mercato lavorativo e una stima acclarata altrove, se ne sono già andati oppure si stanno creando le condizioni per andarsene al momento opportuno. Resteranno solo gli altri.

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