Baiocco: cosa succede alla Cultura Abruzzese?

imageQualche tempo fa, al Comune di Teramo, gli assessorati alla Cultura e alla Nettezza Urbana (oggi li chiamerebbero “rifiuti”) erano riuniti sotto un unico assessore. Era sintomatico di quale considerazione avesse la classe politica teramana della nostra cultura, considerata un argomento di scarto.

Poi, ad un certo punto, la politica ha cominciato a capire che anche sulla cultura si poteva esercitare un certo controllo e ottenere un tornaconto per se stessi o per il partito o la coalizione di appartenenza. Attraverso l’associazionismo culturale, così come è spesso accaduto per l’associazionismo sportivo, la politica riusciva a far circolare denari per poi farli ricomparire come contributi per le proprie campagne elettorali. Le stesse iniziative culturali promosse dalle associazioni, sono diventate un’ottima pubblicità, una straordinaria passerella, un’occasione di visibilità per il politico di turno che l’ha finanziata e/o organizzata. Basti pensare, ad esempio, agli ultimi capodanni organizzati dall’amministrazione di centro-destra, durante i quali Brucchi, Chiodi, Campana e tanti altri, sono saliti sul palco a “festeggiare il capodanno con i cittadini teramani”. Sono convinto che i partecipanti all’evento non erano di certo lì per vedere stappare lo spumante dal Sindaco! Mi si potrebbe controbattere che il capodanno passato e il prossimo venturo, sono stati organizzati con i soldi dei privati e quindi potrebbe risultare più lecito salire sul palco per mettersi in mostra.

Ma qui nascono una serie di interrogativi e di curiosità che vanno avanti ormai da più di un anno.E’ giusto, lecito e regolare che un’Amministrazione Comunale raccolga dei soldi dai privati per la realizzazione di un evento pubblico? E’ corretto che le scelte di carattere artistico siano affidate a biologi, medici, avvocati, cioè tutta gente che non ha le competenze e le capacità per realizzare uno spettacolo di intrattenimento? E’ giusto che sia Campana, che non ha nessuna competenza in ambito artistico, essendo appunto un biologo, a scegliere la formula dello spettacolo? E questi privati chi sono? Per caso tutte ditte e aziende che hanno in essere o hanno avuto un rapporto di collaborazione e/o di lavoro con il Comune di Teramo? (ad esempio chi fornisce i pasti alle mense delle scuole di Teramo, chi monta le tribune della Coppa Interamnia, Associazioni che il giorno prima ricevono dal Comune dei soldi per delle iniziative e il giorno dopo devolvono una parte degli stessi per la realizzazione del Capodanno).

E’ corretto non dire pubblica

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mente quanto costa tutto l’evento?

E’ corretto dichiarare che il Comune spende solo 6.000 euro?

E’ giusto omettere il cospicuo contributo della Regione?

Già, la Regione. Quella stessa regione che da oltre 20 anni ha visto assessori alla cultura sempre appartenenti al nostro territorio: due mandati per Bruno Sabatini, di Giulianova; un mandato per Betty Mura di Alba Adriatica; un mandato (non concluso a causa di un rimpasto che lo ha visto passare dalla cultura ai rifiuti. Corsi e ricorsi storici!) per Mauro Di Dalmazio di Teramo. 20 anni di immobilismo e di servilismo verso le poche realtà culturali difese e protette da diverse leggi regionali. Nessuna attenzione alla crescita e alla promozione delle forze culturali emergenti del territorio teramano, sempre destinati a fare la Cenerentola d’Abruzzo. Nessun tipo  di inversione di tendenza, i soldi sempre ai soliti carrozzoni inutili alla cultura ma utilissimi agli interessi di carattere politico. Nessuno sviluppo e creazione di circuiti e rete né in ambito teatrale (il TSA verte da tempo in condizioni disastrose. Per inciso, la Provincia di Teramo elargisce al TSA oltre € 50.000 annue), né in ambito musicale, tantomeno nel campo del figurativo, della danza, del cinema. 20 anni persi per far crescere il tessuto culturale teramano.

Certo che di fronte allo scandalo emerso nelle ultime settimane sull’Assessore Regionale alla Cultura De Faniis, i suoi predecessori sembrano dei puri. Mazzette, champagne pagato con i soldi della regione e per ultimo il contratto stipulato con la segretaria che la “costringeva” a rapporti sessuali con lui una volta a settimana sono gli ingredienti di una torbida, squallida e riluttante storia in cui il protagonista, come sempre, è un politico. Anche lui medico (torniamo al teorema che meno ne sai dell’argomento più facilmente puoi occupartene), ha preso il posto di Di Dalmazio un paio di anni fa, quando l’illuminatissimo Chiodi fece un rimpasto di giunta, individuando in De Faniis l’uomo giusto per portare avanti un modello di onestà e di dedizione al lavoro. Un lavoro fatto proprio bene, che ha visto spalancare le porte del carcere per l’Assessore.   Dai tempi della spazzatura e della cultura insieme sotto un unico assessorato agli scandali di corruzione e sesso di oggi! Se il mondo della cultura è nelle mani di questa gente, sarà veramente difficile trovare la dignità e il rispetto che merita. E’ arrivato il momento in cui la politica, che ha dimostrato incompetenza ed incapacità,  deve uscire fuori da un ambito che non gli compete.

Come dire: l’arte agli artisti.

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